mercoledì 20 aprile 2011

...troppo avanti...





Pochi sanno che a Mandello del Lario furono tra i primi a progettare un motore a tre cilindri che, per l'epoca, era considerato troppo avanti.
La prima moto con questo frazionamento venne presentata al Salone di Milano del 1932, dopo la fallimentale esperienza della quattro cilindri, la “tre cilindri” si connota per i 500 cc ed il motore frontemarcia fortemente inclinato in avanti. Purtroppo, dopo alcuni esemplari costruiti in preserie, la moto non troverà mai un seguito produttivo. I costi esorbitanti legati allo sviluppo, fuori dagli standard di Mandello del Lario, uniti ad una difficoltà di messa a punto del mezzo ed alla poca affidabilità, ne decretano la fine del progetto. Progetto ardito per l'epoca ma, forse, troppo avanti con i tempi. Oltretutto la “trecilindri”, benchè rientrante tra i mezzi lussuosi, viene accolta con scarso successo dal pubblico che è abituato, per lo più, alle monocilindriche.
Ma la storia non finisce qui. Circa sette anni dopo (esattamente nel 1939) Carlo Guzzi progetta una nuova “tre cilindri”. Ma questa volta si tratta di una moto da corsa, dotata di compressore volumetrico, nata per contrastare le avversarie.
Anche in questo caso i cilindri sono disposti frontalmente e fortemente inclinati in avanti. Per la prima volta vengono adottate le misure di un motore a “corsa lunga” . La distribuzione è a doppio albero a cammes in testa, comandata da catena, la trasmissione primaria è ad ingranaggi. La lubrificazione con carter a secco con serbatoio separato all'interno del quale vi è una doppia pompa dell'olio. Il motore, costruito utilizzando diverse leghe leggere, pare sviluppi 68 CV ad 8.000 giri, con una velocità massima vicina ai 230 km/h, ma si hanno scarse notizie a riguardo.
Purtroppo, anche in questa situazione, il frazionamento a tre cilindri non riscuote il successo sperato.
Debutta al Circuito del Lido di Albaro (Genova) del 1940, con Guglielmo Sandri che si ritirerà al quarantaduesimo dei cinquantacinque giri previsti. Immediatamente dopo la gara la moto viene portata a Mandello del Lario per essere controllata, ma l'entrata in guerra dell'Italia ne blocca ogni sviluppo. Nel 1946, alla ripresa dell'attività agonistica, i regolamenti non permetteranno l'utilizzo del compressore . Il progetto finirà definitivamente nel cassetto.

1 commento:

  1. ci avessero creduto un pò di più nel dopoguerra....magari la storia sarebbe andata in modo diverso e oggi si parlerebbe dei titoli vinti dalla 3 cilindri....magari anche di un modello stradale...
    già...a essere fin troppo avanti....

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