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giovedì 30 giugno 2011

Moto Guzzi nell'Africa Orientale Italiana


Quest'anno la Moto Guzzi festeggia il novantesimo anniversario di fondazione. Per celebrarlo, l'Associazione culturale "Scanagatta" di Varenna, che già in passato ha dedicato più di un’iniziativa alla storica azienda, ha curato tra l’altro la riedizione di una vera rarità bibliografica: un album fotografico, stampato verosimilmente nel 1937, sulle prodezze delle motociclette militari della fabbrica lariana durante le campagne coloniali italiane in Africa orientale.

Il libretto metteva in risalto le mirabili prestazioni tecniche dei veicoli in un ambiente spesso impervio e soggetto a condizioni climatiche talora estreme. Ma le moto Guzzi non erano nuove a simili imprese: ricordiamo come nel 1928-29 la mai dimenticata Guzzi Norge si fosse spinta, prima al mondo, a lambire il Circolo Polare Artico entrando nella storia del motociclismo.

sabato 25 giugno 2011

Eccome se vola!






Lo scorso martedì pomeriggio, il pilota australiano di motocross freestyle Blake Williams ha portato una Moto Guzzi V50 della Polizia di Stato tra le gradinate dello Stadio Olimpico di Roma. Il risultato lo potete vedere da queste foto. Williams, venerdì sera, di fronte a 50.000 spettatori, correrà contro i migliori piloti freestyle del mondo nel più grande evento FMX mai organizzato in Italia, sul terreno che solitamente ospita le partite casalinghe di Roma e Lazio: il Red Bull X-Fighters.
A proposito della Guzzi V50 PA (che ricordiamo essere fuori produzione da un quindicennio) ha detto: "La maneggevolezza della moto è molto buona anche se chiaramente è un po' pesante per i backflips e cose del genere" ride il ventiseienne Williams.

martedì 10 maggio 2011

Rievocazione Storica del Circuito di Monte Mario



Vi aspettiamo domenica mattina dalle 8. Veniteci a trovare, vi stiamo preparando anche qualche sorpresa.

Ascanio e Fabrizio

lunedì 28 febbraio 2011


μικης μαντακας

L’Egeo fugherà le ombre invernali
e la primavera sboccerà nella tua bocca.
Umida e nera non sarà più la terra,
così come il piombo non colerà più dalle tue guance.

Ascolteremo insieme quelle musiche antiche
e con i nostri fratelli alzeremo le braccia al sole.
I denti brilleranno sui nostri visi,
e non avremo più fame o cose da dire.

Soltanto il vento conoscerà le nostre parole,
i nostro occhi non ricorderanno più il sonno
mentre la sera si congiungerà con l’aurora
e mai più sarà notte.

Luca Mancinotti

domenica 30 gennaio 2011

Cosa bolle in pentola?



Due fotografie rubate nel corso di un convegno a Montecarlo. Due progetti Moto Guzzi di cui si è parlato molto recentemente, ma di cui nessuno conosceva i dettagli, seppure estetici. Ecco signori in anteprima assoluta, grazie a queste foto spia, la California 1.400 cc e la V7 Scrambler. Quest'ultima ha per base telaio e propulsore della recente serie V7 Classic con motore Tonti da 749 cc e mostra, oltre ad una divertente livrea, quelle caratteristiche che fecero battere i cuori di tanti ragazzi degli anni '60. Ricordiamo ai poco informati che le potenzialità di questo motore a testa piatta possono lasciare davvero molto sorpresi, grazie a pochi interventi alla portata di qualsiasi cacciavite... Attendiamo adesso qualcosa che possa farci battere veramente il cuore, qualcosa che risvegli dal torpore gli istinti dei molti guzzisti sportivi.

lunedì 1 novembre 2010

Facciamoci una bevuta! Serbatoi Moto Guzzi....
















Ecco....il serbatoio....
Ci permette spesso di inquadrare la moto, suggerendoci se è la nostra "amata" oppure no. Rappresenta il primo impatto. Poi viene il resto. Se il serbatoio piace siamo a buon punto.
Allora godiamoci questi di alcune Moto Guzzi dei bei tempi che furono.

sabato 11 settembre 2010

Samurai Jack: il nuovo Mishima


Un cartone animato è pur sempre un cartone animato, d’accordo. Samurai Jack però, è l’esempio di ciò che può produrre l’idea di intrattenimento per ragazzi, unita ad una forte iniezione di ideali e principi non comuni. Non parliamo del solito cartone giapponese, ma del vero e autentico spirito giapponese. Samurai Jack, nato da una felice intuizione di Tartakovsky, narra la storia del figlio di seconda genitura di un imperatore e, per questo, non potendo succedere al trono, è costretto a decidere del proprio futuro secondo la più rigorosa consuetudine giapponese: diventare monaco o samurai. Scontata la sua decisione di vestire i panni di coraggioso guerriero, si dedica alla propria educazione fisica e mentale attraverso un percorso difficile, che metterà a nudo le sue fragilità di uomo, ma che lo aiuteranno a perfezionarsi attraverso un’incredibile successione di avventure. Samurai Jack non è un eroe, bensì un paladino inconsapevole al servizio della Tradizione che con ogni sforzo fonda la sua disciplina oltre che sull’apprendimento delle tecniche guerriere, sugli immutabili ideali legati alla lealtà, all’onore e all’adempimento dei propri doveri. Vuole essere degno del patrimonio morale e spirituale di cui è custode ed onorare la sua condizione di Samurai, pronto a tutto pur di difendere la propria identità ed i propri principi. Catapultato in un epoca non sua per opera di un sortilegio, è deciso a sconfiggere il terribile Aku, responsabile di aver battuto e quindi disonorato, il proprio padre. Uomo solitario ma ironico, è perseguitato da un esercito di grossi insetti robot capaci di imperversare in ogni luogo, mandati dal suo nemico per ucciderlo, ed inevitabilmente sconfitti dalla sua tenacia. Questo continuo scontro con esseri ipertecnologici, assume i caratteri della forza della memoria umana sulle novità contemporanee, rese inoffensive dalla conoscienza. Non si lascia sedurre dalle innovazioni della modernità, dalle luci e dalle incredibili macchine, dagli immensi edifici e da tutte quelle cose che contraddistinguono la nostra epoca. No, egli rifiuta di sentirsi parte di quel mondo sterile ed automatizzato, combatte, oltre che per sconfiggere il suo nemico, per poter tornare nella sua Patria, tra la sua gente, ma soprattutto nel suo mondo feudale, capace di poter udire ancora il vento che sibila tra i boschi di bambù. Veste sempre il suo candido Kimono stretto intorno alla vita, ed i suoi piedi non conoscono che i geta, i classici zoccoli di legno giapponesi mentre, infilata nella cintolala, la splendida Katana d’acciaio simbolo della sua nobile condizione. In questo è Yukio Mishima, difensore della Tradizione e dell’onore, pronto a rifiutare ogni compromesso con la modernità portatrice di falsi valori, sbiaditi ed incomprensibili, e soprattutto in netto contrasto con ciò che è stato il suo Paese e rappresentato il suo Imperatore. Il nichilismo da lui combattuto allora assume le sembianze del diabolico Aku di Samurai Jack, ed il mondo lasciato lontano alle sue spalle, l’anima dell’Antica Terra di Yamato, il premio della vittoria. Samurai Jack, a differenza di Mishima, combatte inesorabilmente e senza tregua, mentre il secondo depone le gloriose armi rivolgendole verso se stesso, arrendendosi alle situazioni ma non agli ideali quale supremo atto di protesta. Ritiene di non dover più combattere perché il mondo è grande mentre lui è solo, e ciò che egli si sentiva in dovere di rappresentare e difendere, degno di morire perché non meritato. Allora rimane soltanto Jack, eroe forte e mai violento, capace di sorridere delle proprie disfatte, ma certamente incapace di arrendersi alle ingiustizie ed alle seduzioni di un’epoca corrotta. Due personaggi, anche se uno frutto della fantasia, legati da sorprendenti analogie; forse per caso o per volontà, il creatore di Samurai Jack, sembra volerci far riflettere su quanto poco i legami con il nostro passato siano presenti nella nostra vita attuale. Un richiamo a scoprire quante cose grandi si nascondono nel nostra memoria, a dispetto di un presente grigio e stereotipizzato, che bisognerebbe ridimensionare a favore della riscoperta delle nostre identità.

Luca Mancinotti

mercoledì 28 aprile 2010


Il vento asciugherà ancora la salsedine sulle mura di San Giovanni.
Le onde atlantiche continueranno a portare gli odori delle terre perdute e il silenzio abiterà ancora le terrazze e le finestre vuote.
I gerani e le maioliche azzurre canteranno la gloria dell’estate,
mentre il maestrale mostrerà il suo bizzarro sorriso.
So che i tuoi occhi rivedranno il mare.

Luca Mancinotti

lunedì 22 marzo 2010

MAXXI



Una serata al Museo delle Arti del XXI secolo. Una festa solo per noi, una di quelle che aspettavamo da tanto tempo. In poche parole perfetta, divertente, assoluta. C'era di tutto, ma soprattutto, Donne e Moto Guzzi a tonnellate. Ecco una foto, un momento indicativo della nosta gioia di essere lì, tutti insieme, a goderci la vita.

mercoledì 17 marzo 2010

GAS

Ancora una notte senza il tuo nome.
Soltanto i tuoi occhi lontani e il ricordo di un respiro.
Non conosco ancora le strade su cui condurrò le miei ruote.
Poggerò il cavalleto soltanto lì, dove sarai.

domenica 21 febbraio 2010

Tatuaggio Moto Guzzi








E' da tempo che la Moto Guzzi mi è entrata non solo nel cervello, ma anche nell'anima. E non si tratta solo delle stupende motociclette che vengono prodotte a Mandello del Lario. Ma di qualcosa che va oltre. Qualcosa di grande. Perchè Moto Guzzi è un sentimento. Un sogno. Qualcosa difficile, se non impossibile, da spiegare. Ho deciso, allora, che questo sogno mi avrebbe accompagnato per tutta la vita, per questo motivo l'ho impresso indelebilmente sulla mia pelle.
L'aquila rappresenta la mia voglia di volare. Sempre. Con il cuore. Portando con me la gente, facendo capire quanto sia bello stare lì su. In alto.

Asky


Si ringrazia per la professionalità durante tutta la fase di realizzazione del tuatuaggio, lo studio INK FOR BLOOD TATTOO di Roma - Via Giacomo Boni 8 - tel. 06-44230240, in particolar modo nella persona di Alessandro.

sabato 13 febbraio 2010

Il canto del Diavolo

Pubblico questo video realizzato e voluto da Asky Gardini che, in un freddo pomeriggio di gennaio, decise riscaldarsi dando nuovamente vita ai gruppi termici di una macchina straordinaria. Per i pochi che non la conoscono, questa qui sotto, è la moto di Gianfranco Guareschi detto il "Guaro". Guzzista nell'anima e nel corpo, ha condotto gloriosamente alla vittoria la Moto Guzzi MGS-01 nel campionato italiano Super Twins nel 2006 e a Daytona nella BOT-Battle of Twins “Formula 1” per due anni consecutivi, rispettivamente nel 2006 e 2007. Concludo questa breve introduzione con le parole pronunciate da Gianfranco dopo la vittoria a Daytona: "Vincere in sella alla Moto Guzzi ti fa sentire parte di una leggenda e di un mito, è un’emozione che non si può spiegare!"
E adesso...fuoco alle polveri!

venerdì 12 febbraio 2010


Essere messo nella condizione di dover scegliere. Decidere se cedere a morbide e calde curve femminili, o concedermi a quelle ignote di una strada umida e scoscesa in sella al cavallo dei miei sogni. Tra ciò che le mie ruote potrebbero calpestare o su quello che i miei sensi, anche se effimeramente, respirare. Qui risiede il dubbio ed ho riflettuto. La donna dei desideri per un ora, o la moto dei sogni per un vita? Ho risposto a questo mio interrogativo, ed ho concluso che la donna dei desideri è una, la moto dei desideri è un multiplo. Personalmente preferisco i pezzi unici.

martedì 26 gennaio 2010


Moto italiane, di quelle con l'anima... Guzzi, Laverda, MV Agusta, Ducati e Benelli. Nomi, anzi cognomi, che non lasciano indifferenti. Persone che hanno immaginato un sogno e sono stati capaci di concretizzarlo. Su queste pagine vorrei parlare di questo e non solo. Mi piacciono i sogni e così, rastrellando nella memoria ho visto che, come i motori hanno condizionato la mia vita, così anche le donne hanno lasciato il loro bel segno sul mio serbatoio. Voglio omaggiare la creazione: l'una umana e l'altra divina. L'uomo sta alla moto come la donna a Dio. E allora così sia